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Internazionalizzazione e marketing territoriale

Angola

Negli ultimi anni, l’Angola ha compiuto notevoli progressi nel processo di ricostruzione e di trasformazione del proprio tessuto politico, economico e sociale e nell’attuazione di politiche di stabilizzazione macroeconomica e di riforma strutturale.

La crescita reale si e’ mantenuta molto robusta, registrando, dal 2004 al 2008, tassi annuali di incremento a due cifre, sospinti sia dalla performance del settore petrolifero che di quella degli altri settori dell’economia. La produzione petrolifera si e’ rivelata in continuo aumento, grazie allo sfruttamento di nuovi giacimenti offshore, cosi’ pure quella diamantifera dalle vaste risorse provenienti dalle miniere di kimberlite.

Il settore manifatturiero sta beneficiando del favorevole clima economico e della rapida crescitadel settore delle costruzioni associata al processo di sviluppo infrastrutturale.Il rientro nei campi delle popolazioni trasmigrate a causa della guerra civile ha favorito l’emergere di forti tassi di crescita del prodotto agricolo. L’aumento delle entrate pubbliche derivanti dal petrolio ha creato le condizioni per una consistente espansione della spesa assicurando, al contempo, la registrazione di sensibili surplus. Analoga solidita’ e’ stata sperimentata nella posizione di parte corrente della bilancia dei pagamenti. Notevoli progressi sono stati conseguiti sul fronte della lotta all’inflazione, rispetto ai tassi a tre cifre della fine della guerra. Alla fine del 2006 e nei primi mesi del 2007, l’Angola ha restituito la maggior parte dei propri debiti ai creditori del club di Parigi.

Tuttavia il paese rimane ancora caratterizzato da un’economia fortemente dualistica con ampia sperequazione nella distribuzione del reddito. La crescita sostenuta, gravata pero’ da carenze dei controlli nella gestione finanziaria delle risorse pubbliche, da dirottamenti dei fondi dello Stato, da inefficienza burocratica, e corruzione, in ogni livello e passaggio della vita economica, ha avuto una ricaduta limitata sulle condizioni di vita della maggioranza della popolazione.

Il settore petrolifero rappresenta la spina dorsale dell’economia del Paese. Con una produzione giornaliera media stimata, pur con sensibili fluttuazioni nel corso dell’anno, a circa 1,77 milioni di barili di greggio del 2009, rispetto ai circa 2 milioni di barili del 2008, l’Angola rappresenta oggi il primo maggiore produttore africano; il 1° gennaio 2007 e’ diventato il dodicesimo paese membro del cartello di produttori OPEC, di cui ha avuto la Presidenza per il 2009. Il 15 maggio 2008, l’OPEC ha annunciato che l’Angola e’ diventato il principale produttore di petrolio dell’Africa, avendo superato la Nigeria, a causa dei problemi produttivi sperimentati da quest’ultima per l’attivita’ dei ribelli nella regione del Delta e per i frequenti scioperi per rivendicazioni salariali.

E’ di questi giorni la notizia che l’Angola ha superato l’Arabia Saudita nella fornitura di petrolio alla Cina. Il 5 maggio 2008, l’ENI ha annunciato una nuova scoperta di petrolio in acque profonde a 350 chilometri a Nord di Luanda, nell’ambito del cosiddetto “Blocco 15”, seguita da una nuova scoperta, nell’ambito dello stesso Blocco, annunciata il 29 ottobre 2009 e da altre sempre nello stesso blocco 15/06 comunicate nell’ aprile 2010, per un totale di piu’ di 6000 barili al giorno. Sempre nello stesso mese, Nuove scoperte sono state comunicate anche dalla BP (Blocco 31) e dalla Total (Blocco17). Esse, nel complesso, dovrebbero contribuire a conferire ulteriore impulso alle estrazioni angolane, anche se l’OPEC dovesse ridurre ulteriormente le quote. I Ministro del petrolio ha dichiarato pubblicamente che l’Angola potrebbe riunire in una sessione straordinaria l’OPEC se il prezzo del petrolio dovesse cadere ancora, al fine di ottenere l’autorizzazione ad aumentare la propria attuale di produzione consentita.

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