Internazionalizzazione e marketing territoriale
La Repubblica del Congo copre un’area vasta circa 350.000 chilometri quadrati, di cui il 60% costituita da foreste e il 40% da savana, esposta sull’Oceano Atlantico per 180 chilometri di costa, caratterizzata da un clima prettamente tropicale e sub-equatoriale. Ha una popolazione stimata, nel 2007, di circa 3,6 milioni di persone e un reddito pro-capite di circa 2.160 dollari all’anno, molto al di sopra della soglia di demarcazione per l’individuazione dei paesi meno sviluppati, che peraltro rischia di mascherare che meta’ della popolazione del paese vive al di sotto della linea della poverta’.
La guerra civile, combattuta tra o 1997 e il 1999, seguita da combattimenti sporadici, terminati con gli accordi di pace del 2003, ha distrutto una larga parte del paese ed ha provocato un netto deterioramento delle sue potenzialita’ economiche. Il programma di ricostruzione post-bellico si era posto l’obiettivo di conseguire la restaurazione delle condizioni ottimali per una revitalizzazione sociale ed economica del paese, attraverso la riabilitazione di tutti i settori economici. Esso e’ stato finanziato principalmente mediante l’intenso sfruttamento del vasto patrimonio di risorse naturali del paese, in particolare le riserve petrolifere. Negli ultimi anni e’ stato proprio il petrolio a rappresentare il principale catalizzatore della crescita, data la sua preponderante importanza nella struttura economica del pese.
L’economia del paese e’ infatti ampiamente dominata dalla produzione petrolifera che rappresenta oltre il 50% del PIL, piu’ dell’85% delle sue esportazioni ed il 70% delle entrate di bilancio. Il ruolo primario esercitato dal settore minerario cela l’importanza relativa di altre attivita’, soprattutto in termini di occupazione. Ad esempio, il settore forestale rappresenta soltanto l’1% del PIL ma impiega l’11% della forza lavoro. Il contributo del settore manifatturiero al PIL e’ molto modesto, a causa dell’esistenza di numerosi vincoli di offerta, quali soprattutto lo scarso livello delle infrastrutture, la limitata disponibilita’ di energia elettrica ed un sistema di intermdiazione finanziaria poco articolato. I servizi, specialmente commercio e trasporti, rappresentano poco meno del 30% del PIL del Congo. Uno dei principali vantaggi comparati del paese e’ rappresentato dal Porto Autonomo di Pointe-Noire, porto oceanico per gli idrocarburi sul quale il paese spera di poter puntare perche’ assurga al ruolo di centro di transito mercantile a livello sub-regionale.
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