Il 2009 si è aperto per il Senegal in maniera non del tutto positiva, con una performance che – in parte influenzata inevitabilmente dalla crisi globale (tramite una brusca diminuzione delle rimesse degli emigranti, delle IDE e delle esportazioni, con conseguenti effetti sul piano finanziario stimati dal FMI intorno a 60 milioni di Euro dal 2008 al 2010) – ha incrinato l’immagine di una delle economie più affidabili del continente africano, e sicuramente in Africa Occidentale, già indebolita dagli shock dei prezzi energetici e alimentari negli anniprecedenti.
Altri shock sono stati di natura interna: scarsa pluviometria (ma sufficiente a creare nelle aree urbane inodazioni che hanno interessato fino a 300.000 abitanti e danneggiato l’economia oltre a richiedere finanziamenti di emergenza), difficoltà finanziarie nelle principali aziende del Paese, ed anche qualche ombra di scarsa trasparenza nella gestione della finanza pubblica. L’indice UNDP sullo sviluppo umano per il 2009 colloca il Paese al 166° posto su 182 Paesi recensiti, mentre era al 153° nel 2008.
Il PIL pro capite è stato stimato in circa 555 Euro e il PIL reale in 7 miliardi e 123 milioni di Euro, con un tasso di crescita che dal 4,7% del 2007 si è contratto a seguito della crisi globale ad un 2,4% per il 2008 e ad un 1,5% stimato per il 2009 (FMI - WEO 2009) con una prima ripresa prevista per il 2011. L’inflazione dovrebbe attestarsi a fine anno su un valore alquanto basso dello 0,9% (a causa principalmente del calo dei prezzi energetici e alimentari), contro il 7,3% del 2008 e il 5,6% del 2007 (FMI).
Il 66% del PIL continua ad essere rappresentato dal settore terziario e soprattutto dalla Pubblica Amministrazione, contrariamente ad altri Paesi dell’Africa sub sahariana. Il budget statale è aumentato notevolmente di dimensioni negli ultimi anni, arrivando a rappresentare il 19,7% del PIL, nonostante una politica apparentemente liberale e volta alla promozione della libera impresa privata. Il numero di Ministeri ed Agenzie nazionali, molti dei quali con autonomia di bilancio, è effettivamente tale da rendere difficile la tenuta del bilancio coordinato (dati DPEE – governo Senegalese). Il deficit di bilancio nel 2008 si situerebbe attorno al 12,3% del PIL, mentre le previsioni per il 2009 lo proiettano all’11,7% (FMI).
Gli introiti fiscali dovrebbero risentire pesantemente degli effetti della crisi globale sui consumi. In costante disavanzo anche la bilancia commerciale (-23% del PIL nel 2009), in leggero peggioramento rispetto agli ultimi anni. I contributi finanziari della diaspora Senegalese all’estero, ritenuta aggirarsi intorno ai 2 o 3 milioni (di cui forse 300.000 in Italia) su una popolazione di circa 13 milioni, sono stati fortemente colpiti dagli effetti della crisi globale.
Infatti, nel 2008 il flusso di rimesse in entrata era ancora stimato tra i 370 (stima FMI) e i 550 miliardi di FCFA (stima non ufficiale senegalese) ossia tra 560 e 850 milioni di Euro, corrispondenti rispettivamente all’8 e al 12% del PIL, contro i 530 miliardi di CFA (810 milioni di Euro, 11,8% del PIL) del 2007 (dato Commissione Europea). I dati disponibili per il 2009, invece, indicherebbero che nel 3° trimestre i flussi in questione abbiano subito una flessione di circa il - 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte DPEE senegalese).