Negli ultimi anni, l’economia dello Zambia ha mostrato una robusta espansione macroeconomica, registrando una crescita media del PIL reale del 4,9% tra il 2000 e il 2008, dopo aver marcato un picco del 6,3% nel 2007. Tale crescita è stata sospinta dalla notevole attività nel settore minerario, nelle costruzioni, nelle telecomunicazioni e nel turismo.
Tuttavia, finora tale crescita non si è riverberata sul miglioramento degli indicatori sociali, dal momento che ancora un’ampia percentuale della popolazione vive in condizioni di povertà estrema, essendo rimasta esclusa della fase di rialzo delle quotazioni internazionali di commodities in quanto ai margini del sistema economico.
Come molti altri paesi in via di sviluppo esportatori di materie prime minerali, lo Zambia non si è sottratto agli effetti della crisi economica e finanziaria internazionale. Il prezzo del rame ha subito una netta flessione, proprio nella fase iniziale della crisi, determinando la chiusura di diverse miniere con gravi ripercussioni occupazionali e la riduzione dei flussi di investimento di cui il settore ha copiosamente beneficiato negli ultimi anni. Quest’ultima circostanza, sommata alla flessione degli investimenti di portafoglio, associata all’aumentata avversione al rischio verso i mercati finanziari dei paesi emergenti, ha determinato un netto deprezzamento del tasso di cambio nei primi mesi del 2009 che, a sua volta, ha provocato una forte riduzione delle importazioni e delle entrate fiscali ad esse associate.
Tuttavia, negli ultimi mesi del 2009, sembra che il paese abbia superato il punto di svolta negativo del ciclo economico, anche se la ripresa non si presenta ancora stabile e pervasiva.
Dall’inizio dell’anno, il prezzo del rame è più che raddoppiato ed il miglioramento manifestato anche in altri settori sta rendendo più robusta l’accelerazione del prodotto lordo che si sta riflettendo anche nell’apprezzamento della valuta verificatosi a partire dal mese di maggio 2009.
Lo Zambia resta fortemente dipendente dalla produzione mineraria (rame, cobalto e zinco) e non è ancora riuscito a diversificare la propria economia verso una più ampia base manifatturiera.
Nella prima metà del 2009, la forte accelerazione delle quotazioni del rame che hanno sfiorato i 5.000 dollari la tonnellata nel mese di giugno 2009, insieme all’apertura della nuova miniera di Lumwana, la più grande a cielo aperto dell’Africa, la produzione di rame è sensibilmente aumentata. Tuttavia, nel resto dell’economia, l’attività economica ha prevalentemente ristagnato, a causa del declino della domanda mondiale per le materie prime minerarie, in particolare il rame ed il cobalto, limitando complessivamente l’espansione del settore minerario che rappresenta un decimo del PIL del paese.