Il ballottaggio elettorale del gennaio 2010 ha decretato l'elezione del candidato del centro-destra Sebastian Piñera, mettendo fine a 20 anni di governo dell'alleanza di centro-sinistra. Il Presidente, a causa del forte terremoto che ha colpito il Paese poco prima del suo insediamento e che ha provocato danni stimati per circa 30 miliardi (pari al 17% del PIL) si è visto obbligato a rivedere i suoi obiettivi programmatici (crescita media del PIL del 6% nei prossimi anni, contenimento della spesa pubblica, creazione di un milione di posti di lavoro entro il 2014, ingresso del Cile tra i Paesi "pienamente sviluppati” entro il 2018) per equilibrare le sue priorità politiche ed economiche con gli sforzi della ricostruzione.
Nonostante il cambio di maggioranza, sono prevalsi comunque elementi di continuità sia in campo politico sia in quello economico rispetto all'impostazione dei precedenti governi della Concertación, con un approccio liberista di mercato e con particolare attenzione alla classe media ed alla protezione sociale.
Il Cile è un paese che si caratterizza per la stabilità del suo quadro politico, istituzionale ed economico e per la grande apertura del Paese ai mercati internazionali. Grazie alla gestione fiscale responsabile messa in atto negli ultimi anni l'economia cilena ha risentito in misura contenuta rispetto ad altre economie della regione gli effetti della crisi internazionale.
Il sistema finanziario cileno, in particolare il sistema bancario, è sviluppato ed in linea con gli standard internazionali.
Secondo l'"Indice di libertà Economica” elaborato dall'Heritage Foundation e dal Wall Street Journal, il Cile si conferma il Paese come l'economia più libera dell'America Latina e si posiziona all'11° posto a livello mondiale su 179 nazioni prese in esame. Sulla base dello studio, l'indicatore che registra un miglioramento è in particolare quello relativo alla libertà in campo commerciale (grazie all'elevato numero di Accordi di Libero Scambio firmati dal Paese). Gli autori mettono però in rilievo anche i fattori di maggior debolezza dell'economia cilena rispetto a economie similari, assegnando punteggi bassi agli indici relativi alla libertà lavorativa ed imprenditoriale, riconoscendo l'esistenza di una certa rigidità nel mercato del lavoro e di procedure tuttora relativamente costose e complicate per avviare o chiudere un'attività imprenditoriale.
Lo scorso mese di giugno l'Agenzia di rating Moody's ha innalzato fino a Aa3, uno dei gradini più alti, la classificazione del rischio sovrano del Cile, riconoscendo la solidità dell'economia cilena ed affermando che la buona gestione in materia di politica economica, fiscale e monetaria, hanno permesso al Cile di affrontare con sicurezza la crisi economica globale e le sequele finanziarie del terremoto. Tale riconoscimento costituisce un forte sostegno all'azione del Governo di finanziamento di parte delle spese di ricostruzione attraverso l'emissione di 1.500 milioni di dollari di debito pubblico. Ciò posiziona il Cile quale nazione meno rischiosa della regione latinoamericana, in uno scenario economico internazionale complesso permanendo peró sempre alcuni punti di debolezza, in particolare la limitata diversificazione della struttura economica, ancora troppo dipendente dalle esportazioni di materie prime e quindi esposta all'andamento dei prezzi.