Il Messico fa parte del Gruppo delle 5 principali economie emergenti, è membro del G20 e dell'OCSE.
E' la seconda economia dell'America Latina ed è considerato un partner economico di livello mondiale.
Nel corso del primo semestre del 2011, l'attività economica del Paese ha continuato a mostrare una tendenza positiva, nonostante l'aumento dei prezzi delle materie prime e degli alimenti. Nello stesso periodo il PIL ha registrato, per il primo trimestre, una variazione su base annua del 4,6% e nel secondo trimestre un aumento di circa il 3% sempre su base annua.
Le variazioni trimestrali, destagionalizzate, mostrano un aumento del PIL dello 0,52% nel primo trimestre e dell'1,2% nel secondo trimestre (dati Banco de México).
La crescita più rilevante riguarda il settore primario, mentre il secondario ha registrato
aumenti più modesti (tra i migliori: costruzione, elettricità e industria manifatturiera, mentre l'industria mineraria ha subito una flessione). Il settore terziario ha registrato una crescita importante nel commercio, informazione e media, servizi finanziari ed assicurazioni, trasporti e logistica, servizi immobiliari, servizi professionali, scientifici e tecnici Su base annua, si prevede, per il 2011, una crescita del PIL tra il 3,8 ed il 4,8%
Per quanto riguarda l'inflazione, nel primo semestre del 2011 ha raggiunto il 3,38 % su base annua. Questo indicatore si è stabilizzato e tende ad abbassarsi, in quanto è venuto meno l'impatto del cambiamento tributario del 2010 e ciò si traduce in un minor ritmo di crescita delle tariffe dei servizi e nell'assenza di pressioni sui costi del lavoro. Si prevede che nei prossimi due anni l'indice dei prezzi fluttuerà tra il 3 ed il 4%, anche se le materie prime o la sospensione dei flussi di capitali possono rappresentare fattori di rischio.
Il turismo è una componente molto importante dell'economia messicana e contribuisce alla formazione del PIL per il 9% circa. A Settembre 2011, il numero di turisti stranieri entrati in Messico è stato di quasi 17 milioni, con un incremento del 2% rispetto allo stesso periodo del 2010.
Il debito del settore pubblico nel 2011 è salito al 42,90% del PIL, nonostante il Ministero delle Finanze abbia approvato, nel 2010, l'incremento di numerose imposte (tra le quali IVA, ISR, IEPS, IDE), cercando di allargare la base impositiva ed operando tagli alla spesa pubblica. Secondo stime del FMI il debito totale del settore pubblico raggiungerà, nel 2012, il 43,64% del PIL.