Secondo i dati del FMI, l'Australia si colloca al 14° posto fra i Paesi più avanzati sia per dimensione del PIL nominale (subito dopo Messico e prima della Corea del Sud) sia in termini di PIL pro-capite (dopo gli Emirati Arabi e prima dell'Islanda). Analogamente a quanto accade nella maggior parte dei Paesi sviluppati, il settore terziario genera la percentuale più rilevante del PIL con il 72,8%, seguito dal settore manifatturiero (11,1%), dall'edilizia (7,5%), dalle miniere (5,3%) e dall'agricoltura (3,2%). A partire dagli anni 80', l'Australia ha adottato significative riforme strutturali (abbattimento del regime tariffario, sviluppo del settore finanziario, flessibilità del mercato del lavoro, privatizzazioni e liberalizzazioni dei monopoli pubblici, riduzione delle imposte sul reddito) che hanno trasformato la sua economia da protetta e poco competitiva ad aperta e votata all'export. L'Australia e' così diventata un'economia moderna e sofisticata, dominata dal settore dei servizi.
La solidità dell'economia australiana e' stata confermata dal limitato impatto generato della crisi economica globale. A differenza di quanto avvenuto per le principali economie avanzate, l'Australia, grazie soprattutto alla crescente integrazione con le economie emergenti asiatiche, ha mantenuto un tasso di crescita economica di segno positivo durante il corso della crisi, senza mai entrare in recessione. L'economia australiana è cresciuta dell'1,3% nel 2009 e del 2,7% nel 2010, trainata dalle esportazioni di materie prime.
La Reserve Bank of Australia (RBA) è stata la prima Banca Centrale del G20 ad avviare una politica di rialzo dei tassi d'interesse. A giugno 2011 il costo del denaro australiano e' fissato al 4,75%, con un differenziale del 3,5% rispetto a quello della BCE (1,25%) e del 4% rispetto alla Federal Reserve (0,75%). Il differenziale positivo dei tassi di interesse australiani e la crescita delle esportazioni, ha contributo al marcato rafforzamento registrato negli ultimi mesi da parte della valuta australiana che e' ormai scambiata costantemente sopra la parità con il dollaro USA. Negli ultimi mesi, inoltre, il dollaro australiano ha segnato i suoi record storici nei confronti del dollaro USA (aprile 2011; 1 AUD = 1,098 USD) e con l'Euro (dicembre 2010; 1 AUD = 0,77 Euro).
La manovra di bilancio per il 2011-12, presentata il 10 maggio 2011, ha confermato le positive prospettive di crescita dell'economia australiana. Nonostante il Governo preveda che le catastrofi naturali (le alluvioni nel Nord e Sud del Paese, il Ciclone Yasi in Quensland, le ripercussioni dei terremoti in Nuova Zelanda e Giappone) incideranno negativamente per uno 0,75% sul tasso di crescita del PIL australiano per l'anno il 2010-11 (come dimostrato dalla contrazione dell'1,2% del PIL australiano registrata nel primo trimestre 2011), quest'ultimo e' comunque previsto in aumento del 2,25%. La crescita del PIL dovrebbe accelerare nel 2011-12 (+4%) e nel 2012-12 (+3,75%), trainata dagli investimenti nel comparto minerario ed energetico (stimati in AUD 76 miliardi nel solo anno finanziario 2011‑12). L'inflazione e' stimata al 2,75% nel 2011-12 ed al 3% nel 2012-13, mentre tasso di disoccupazione (attualmente al 4,9%) dovrebbero scendere al 4,5% nel corso dei prossimi due anni.