La produzione industriale registra un aumento del +2.6% rispetto al 2009. La produzione industriale è rappresentata dall'industria estrattiva e i suoi derivati per circa l'82 % e per il restante 18% dagli altri settori manifatturieri). Gli investimenti nel 2010 hanno registrato un aumento del 6,% rispetto ai dodici mesi precedenti. Nonostante una crescita degli investimenti esteri del 37,4% rispetto allo stesso periodo del 2009, la quota sul totale è la più bassa dal 2003. Quanto ai Paesi investitori, i dati ufficiali assegnano il primato al Regno Unito ( 44,5%) seguito dagli USA (20,3%) dal Giappone (10,6%) e dalla Norvegia (6,6%). L'Italia non rientra fra i primi dieci Paesi investitori.
La bilancia commerciale del Paese e' già da molti anni largamente attiva con un totale di 7,456 miliardi di dollari, registrando un surplus significativo riconducibile al settore energetico che rappresenta il 95% delle esportazioni. L'Italia - con 5,1 miliardi di euro - è il primo acquirente di prodotti azeri, (principalmente prodotti petroliferi) per un ammontare quadruplo rispetto a Israele e Francia. Le importazioni azere provengono principalmente da Russia, Turchia e Cina e consistono, per la maggior parte, di manufatti e prodotti alimentari.
Quanto all'”export”, nel 2010, l'Italia occupa la quattordicesima posizione con una quota di mercato pari allo 0,1%, retrocedendo dall'ottava posizione dell'anno precedente. Le riserve della Banca Centrale sono aumentate a 6,4 miliardi di dollari: queste ultime, unitamente ai 23,8 miliardi di dollari del fondo petrolifero statale SOFAR, sono in grado di garantire l'equivalente di 35 mesi d'importazioni. I ricavi di quest'ultimo sono cresciuti del 51,5% rispetto al corrispondente periodo del 2009, attestandosi a 11,24 miliardi di dollari, dei quali il 29% è stato accantonato. In base al bilancio preventivo nel 2010, il Fondo sovrano dovrebbe trasferire allo Stato l'86,3% delle sue risorse.
L'inflazione è in aumento al 7,4%, nonostante un decremento del prezzo dei generi alimentari. Da notare un incremento dei prezzi alla produzione del 48,2%, che potrebbe preludere ad un eventuale fenomeno di iper-inflazione.
Funzionale all'obiettivo della riduzione della dipendenza dalle risorse energetiche è l'ingresso del Paese nel WTO, che il Governo azero persegue da oltre dieci anni. Il negoziato è peraltro complesso e non è al momento verosimile una sua conclusione in tempi ragionevolmente brevi. Ciò anche alla luce della richiesta di Baku di essere ammessa all'Organizzazione con lo "status" di Paese in Via di Sviluppo, che le consentirebbe di sussidiare alcuni settori dell'economia nazionale, difendendoli dalla concorrenza internazionale. E' inoltre degna di menzione la recente approvazione di un decreto governativo che introduce l'esenzione del pagamento dell'IVA (18%) e dei diritti doganali per alcune categorie di prodotti di importazione nel settore agro-alimentare. Questo sviluppo legislativo e' suscettibile di produrre ricadute positive per la nostre imprese che presentano un vantaggio comparato rispetto alla concorrenza dei principali "partner” europei.