La presenza di consistenti coorti di giovani in età scolare o all'inizio della propria vita lavorativa, che di per sé costituisce una risorsa fondamentale per il paese, si inserisce nel contesto di un tasso di alfabetizzazione molto elevato e di un'attenzione particolare dei singoli, delle famiglie e delle autorità verso il miglioramento del grado di istruzione.
Il Vietnam presenta ancora caratteristiche largamente rurali: solo il 30% degli abitanti infatti vive in aree urbane, anche se tale cifra, probabilmente sottostimata, è destinata ad aumentare rapidamente. Nel 2010 agricoltura, attività forestali e pesca hanno contribuito al 20,6% del prodotto interno lordo (Pil) a prezzi costanti. Industria e servizi (costruzioni incluse), hanno contribuito rispettivamente per il 41,1% e il 38,3%. La distribuzione della popolazione attiva per comparto nel 2010 la vedeva impegnata per il 51,8% nel primario, per il 15,4% nell'industria e per il 32,7% nei servizi. Grazie anche alle politiche di riforma avviate nel 1986 e volte a creare un'economia socialista orientata al mercato (doi moi), il Vietnam ha beneficiato costantemente di elevati tassi di crescita economica, solo parzialmente rallentati dagli effetti della crisi asiatica nel 1998 e 1999 e dalla crisi globale del 2008-2009. Un decisivo impulso all'accelerazione delle riforme e all'apertura dell'economia è derivato dal processo di accessione all'Organizzazione mondiale del commercio (Omc, cfr. paragrafo 3, infra). L'ingresso nell'Omc, effettivo dal gennaio 2007, ha contribuito a confermare l'immagine del Vietnam come destinazione attraente per gli investimenti esteri, come era nelle aspettative.
Per quanto riguarda il quadro macroeconomico, nel 2010 il tasso di crescita del Pil reale è stato pari al 6,8%, superiore a quello degli altri Paesi dell'Association of South East Asian Nations (Asean). La recessione mondiale ha avuto sul Vietnam un impatto contenuto, anche grazie al pacchetto di stimolo fiscale che le Autorità locali hanno varato nel corso del 2008, gli effetti del quale si sono concretizzati nei due anni successivi.
Per il 2010, il Pil pro capite annuo è stato stimato a 1.125 Usd. Di assoluto rilievo sono stati i risultati conseguiti nella riduzione dell'indigenza: la popolazione al di sotto della soglia di povertà (1 Usd/giorno) è scesa dal 58% del 1993 al 10,6% nel 2010. Nel 2008, secondo l'Istituto centrale di statistica vietnamita, il reddito disponibile pro capite era in media di 671 Usd all'anno. Il 20% più ricco disponeva di di 1.657 dollari all'anno pro capite, mentre il 20% più povero di appena 185 Usd. Il dato variava fortemente da una regione all'altra del paese. In linea di massima, la popolazione urbana disponeva di un reddito doppio rispetto a quella rurale.
Tra il 2004 e il 2010 il Pil reale è cresciuto di circa il 7% in media all'anno. Valutato a prezzi correnti, il Pil nel 2010 si è attestato a circa 103,6 miliardi di Usd, crescendo dell'11,2% rispetto al 2009. Il tasso di disoccupazione per il 2010, è stato stimato al 2,9% dall'ufficio centrale di statistica, con una discesa di 2,6 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Il disavanzo del bilancio pubblico è sceso al 6,2% del Pil (0,7 punti in meno), anche a causa del buon andamento delle entrate tributarie e del progressivo esaurirsi del pacchetto di stimolo fiscale, che era stato lanciato nel marzo 2009 per far fronte agli effetti della crisi economica mondiale ed era costato oltre 8 miliardi di Usd.