Il quadro macroeconomico belga, nonostante le incertezze politiche in atto, presenta una situazione tutto sommato stabile. Dopo una contrazione del 2,7% nel 2009, il PIL ha ripreso a crescere nel 2010 con un tasso che a fine anno dovrebbe attestasi intorno all’1,5% e al 2% nel 2011.
Sostenuto, d’altro canto, è invece il livello di crescita dei prezzi, con un tasso d’inflazione (2,4% al 31 dicembre 2010 ) ben al di sopra della media dei paesi della zona euro.
Sul fronte della disoccupazione, inoltre, sebbene inferiore alla media continentale (8,9% nel secondo trimestre dell’anno rispetto al 10,1% a livello UE ) è il forte sbilanciamento regionale di livello occupazionale a destare qualche apprensione. Al 7,2% delle Fiandre, si contrappone infatti il 12% della Vallonia nonché il 17% della Regione di Bruxelles. Stante gli attuali livelli di disoccupazione, nel corso del 2010 si saranno persi circa 33.000 posti di lavoro nonché ulteriori 7.000 unità a fine 2011. Un ritorno ad una crescita più sostenuta a partire dal 2012 dovrebbe permettere un incremento occupazionale di 50.000 unità in media pro anno. Il tasso d’occupazione della popolazione nella fascia d’età dai 20 ai 64 anni dovrebbe essere il seguente: dal 66,3% nel 2010 al 67,7% nel 2015, ovvero una percentuale comunque lontana dall’obiettivo europeo del 75%.
Il fragile miglioramento del clima congiunturale generale nel 2010 non inciderà di molto sul livello dei Consumi privati che aumenteranno solo modestamente (+0,8 %). L’aumento dei salari, regolato dalla “Legge del 12 Dicembre 1997” relativa alla promozione del lavoro e alla salvaguardia della competitività, é molto fragile; tra il 2011 ed il 2012 sarà dello 0,6 % e solo nel 2013 si osserveranno segni di ripresa (+1,5 %).
Gli effetti temporanei riguardanti la riduzione delle imposte sul reddito sono in gran parte annullati nel corso del 2010 che anzi, in termini reali, dovrebbero aumentare del 3,8 %.
Nel 2009, gli investimenti pubblici e i Consumi pubblici sono stati i soli componenti del PIL a manifestare un tasso di crescita positivo. Il volume dei consumi pubblici é cresciuto dell’1,5 %, tuttavia in netta decelerazione rispetto al 2007 (+2,6 %) e 2008 (+3,3 %). La crescita delle remunerazioni del settore delle amministrazioni pubbliche é stata, d’altra parte, relativamente moderata (+0,8 %), invece quelle degli acquisti netti dei beni e dei servizi é in calo (-3,1 %).
Una situazione simile a quella del 2009 dovrebbe persistere nel 2010 e nel 2011: la crescita del totale dei consumi pubblici in volume (rispettivamente +1,5 % e +1,2%) sarebbe nuovamente e largamente sostenuta dalle spese sanitarie (rispettivamente +4,0 % e +3,3 %) come, in misura minore, dalle remunerazioni del settore pubblico (rispettivamente +1,1 % e +1,4 %), mentre la spesa d’acquisto netta dei beni e dei servizi subirà una nuova caduta (rispettivamente - 4,7 % e – 7,2 %).