Obiettivo strategico della politica estera bosniaca rimane l’integrazione nelle strutture europee ed euro-atlantiche. Con riguardo all’Unione Europea, a seguito della sottoscrizione nel giugno 2008 dell’Accordo di Stabilizzazione ed Associazione (ASA), il 1° luglio dello stesso anno e’ entrato in vigore l’Accordo Interinale. Quanto alla NATO, la Bosnia-Erzegovina partecipa dal 2006 al programma Partnership for Peace (PfP); inoltre, al Vertice di Tallinn del 22-23 aprile 2010 l’Alleanza Atlantica ha invitato la BiH a partecipare al Membership Action Plan (MAP), anticamera dell’adesione. L’avvio operativo del MAP è condizionato da alcuni adempimenti relativi al patrimonio immobiliare della Difesa.
Nel Paese svolgono ruoli particolarmente incisivi l’Alto Rappresentante (l’austriaco Valentin Inzko, massima autorità della presenza internazionale civile, che ricopre anche l’incarico di Rappresentante Speciale dell’Unione Europea), la Commissione Europea e le Istituzioni Finanziarie Internazionali (IFI). La presenza militare internazionale, in via di ridimensionamento, è assicurata dalla missione comunitaria EUFOR. L’Italia partecipa con un contingente di circa 190 uomini, uno dei principali presenti nel Paese, che sarà a breve sensibilmente ridotto, fino a poche unità (novembre), in linea con le esigenze del nuovo mandato di EUFOR quale “missione di addestramento”.
Gli importanti progressi realizzati nel corso degli ultimi 15 anni nel processo di stabilizzazione del Paese fanno sì che la Bosnia-Erzegovina si trovi ora ad un crocevia fondamentale lungo il proprio percorso di consolidamento istituzionale e, di riflesso, di avvicinamento all’Unione Europea ed alla NATO. La necessità di porre mano a riforme costituzionali che permettano di semplificare la complessa struttura amministrativa del Paese, retaggio degli Accordi di Dayton del 1995 (cfr. infra), è ampiamente riconosciuta, sebbene con sfumature e sensibilità diverse a seconda dei partiti e del gruppo etnico di riferimento (bosniaci, croati, serbi); tali differenze di posizioni, peraltro, risultano attualmente accentuate in relazione alle elezioni di ottobre per il rinnovo dei principali organi istituzionali, dai Parlamenti alle Presidenze.
In tale quadro, va segnalata anche la particolare aspettativa esistente nel Paese per la liberalizzazione dei visti Schengen, specie dopo l’analoga concessione del dicembre scorso a favore della Macedonia, del Montenegro e della Serbia. Attualmente vige in materia l’Accordo di Facilitazione tra BiH ed Unione Europea; l’impegno dimostrato da parte bosniaca nell’adempiere ai requisiti tecnico-operativi, stabiliti nella relativa Road Map dei visti, consente di prefigurare entro la fine del 2010 l’attesa decisione da parte delle istanze comunitarie in merito alla liberalizzazione.