Raggiunta con ritardo, ma non per questo meno duramente, dalla recessione internazionale, la Bulgaria ha chiuso il 2009 con un PIL al -4,9%. La crescita del Paese, come noto, è stata fino al 2008 tra le più intense e protratte nel tempo in ambito UE, essendosi mantenuta a lungo sopra il 6% annuo - con punte anche del 7% poco prima dell'inizio della crisi. Il 2010 si presenta con andamenti che lasciano intravedere inizi di rientro dalla recessione, con una significativa riduzione dell’andamento negativo: il PIL si è contratto del -2,3% nel primo semestre, raggiungendo un valore assoluto di poco meno di 16 miliardi di euro.
Quanto al contributo dei singoli settori alla formazione dei grandi aggregati macroeconomici nella prima metà dell'anno, il settore dei servizi resta preponderante: 54,9% del PIL (-0,6%); segue l'industria con il 26,2% (-1,5%), mentre l'agricoltura rappresenta solo il 3,9% del PIL (+0,6%).
I consumi finali risultano in diminuzione (-6,9%) nella prima metà del 2010: -6,7% per la componente privata che ne rappresenta circa il 90%. Questo dato riflette anche la pressione su famiglie e imprese derivante dal debito accumulato negli anni, dal difficile accesso attuale al credito e dagli effetti della consistente flessione del settore immobiliare.
L’inflazione è in lieve, costante crescita, dallo 0,4% di gennaio all’1,4% di giugno. Nel 2011, a fronte del previsto rafforzamento dell'attività economica, dell'aumento contenuto del costo unitario del lavoro e della crescita moderata dei prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari, l'inflazione potrebbe raggiungere il 2,7% su base annua.
Il tasso di disoccupazione nel Paese nella prima parte del 2010 ha toccato il 10,3% (febbraio), ma sembra avere invertito la rotta nei mesi successivi: 9,3% a giugno e l'Agenzia bulgara per l'occupazione ha comunicato a settembre un tasso del 9,07%, in diminuzione per il settimo mese consecutivo.
Il disavanzo pubblico (3,9 % del PIL nel 2009) ha raggiunto quota 1,5 miliardi di lev (circa 767 miliardi di euro) nei primi sei mesi del 2010, a causa della drastica riduzione del gettito raccolto rispetto all’anno scorso. Secondo le previsioni del Governo, il deficit pubblico nel 2010 raggiungerà il 4,8% del PIL.