Il paese presenta alcune peculiarità di particolare interesse sotto il profilo economico: innanzitutto la propria collocazione geografica strategica nel cuore dell’area baltico-scandinava ed al confine tra l’UE e la Russia; in secondo luogo, l’elevato grado di apertura al commercio internazionale; infine, la rapidità con cui il Paese ha saputo completare efficacemente la transizione verso l’economia di mercato nel quadro dell’Unione Europea, di cui è membro dal 2004. L’Estonia, inoltre con l’approvazione formale del Consiglio Europeo, avvenuta lo scorso 13 luglio, ha ottenuto il via libera per l’adozione dell’euro a partire dal 1 gennaio 2011, diventando, così, il 17mo paese membro dell’Eurozona e il terzo dei paesi ex-sovietici, dopo Slovenia e Slovacchia.
Dopo aver sperimentato nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2007 elevati tassi di crescita che le hanno permesso di posizionarsi tra i primi venti paesi del mondo, l’Estonia è stata colpita con particolare gravità dalla crisi internazionale dell’ultimo biennio 2008-2009, facendo registrare nel 2009 una contrazione del PIL del 14,1%. I fattori macroeconomici che più hanno concorso alla forte contrazione del PIL sono stati il crollo della domanda interna, la presenza di un regime di cambi fissi con l’euro, la crisi dei principali mercati di sbocco, in particolare dell’UE con cui l’economia estone è maggiormente integrata. Tra i paesi dell’Unione Europea, solo Lettonia (-18%) e Lituania (-15%) hanno registrato una performance peggiore.
La contrazione della domanda interna, iniziata al principio del 2008, è crollata nel corso del 2009, a causa dalla forte caduta dei consumi privati (-18,5%) e della diminuzione degli investimenti (-34,5%)2. I settori più colpiti dalla crisi sono stati il manifatturiero, l’edilizia ed il commercio all’ingrosso. Il settore manifatturiero, in particolare, dipendendo largamente dalla domanda estera, più della metà della produzione infatti viene esportata, ha registrato una diminuzione del 25% . Il tasso di inflazione, a causa del collasso dei consumi e del basso prezzo delle materie prime, per la prima volta da quando l’Estonia ha riguadagnato l’indipendenza, ha registrato nel 2009 una variazione negativa dello 0,1%.