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Internazionalizzazione e marketing territoriale

Federazione Russa

Nella prima parte del 2011 l’evoluzione dell’economia russa è stata nel complesso pari alle aspettative, anche se potrebbe verificarsi un rallentamento nella rimanente parte dell’anno.
Secondo le ultime stime del Ministero dello Sviluppo Economico, nei primi otto mesi dell’anno il PIL è cresciuto del 4% rispetto al corrispondente periodo del 2010: la sostenuta dinamica del primo trimestre (4,2%) è stata seguita da un lieve rallentamento congiunturale, ascrivibile prevalentemente all’andamento degli investimenti e dei consumi.

Nel periodo considerato la produzione industriale ha fatto registrare un aumento del 5,4%, trainata dal settore manifatturiero (+7,6%), mentre più debole è stato lo sviluppo del comparto estrattivo (+2,5%). Da registrare soprattutto la crescita nella produzione di mezzi di trasporto (+30,6%), dovuta in larga parte al mantenimento fino a giugno 2011 degli incentivi statali , gia’ in vigore da alcuni anni, per l’acquisto di auto nuove prodotte nel territorio della Federazione.

Le recenti turbolenze sui mercati finanziari internazionali non hanno mancato di ripercuotersi anche sulla Russia, dove gli operatori temono soprattutto la caduta del prezzo delle materie prime: nelle prime due settimane di agosto l’indice di borsa Micex ha perso circa il 20% proprio valore per poi segnare un modesto recupero nei giorni successivi, che sono stati comunque marcati da un’accentuata volatilità (circa la metà della capitalizzazione di borsa è ascrivibile al comparto "oil and gas” e tale circostanza spiega l’elevata correlazione esistente tra l’andamento del prezzo del petrolio e quello dei principali indici di borsa russi). Un effetto immediato delle turbolenze sui mercati finanziari è stato quello di fare slittare in avanti la privatizzazione parziale della principale banca russa, Sberbank, che in origine era prevista per i primi giorni di settembre: la caduta delle quotazioni azionarie verificatasi ad agosto ha indotto i vertici dell’Istituto a posticiparne il collocamento sul mercato.

Nei mesi estivi anche il rublo è andato indebolendosi nei confronti sia del dollaro che dell’euro, ma questa tendenza sembra al momento essersi invertita, come ha di recente affermato pubblicamente anche il Vice Governatore della Banca di Russia, Uljukaev.

Secondo le prime analisi svolte dalla Banca Centrale il sistema finanziario russo non sarebbe particolarmente esposto nei confronti dei titoli di debito degli Stati in difficoltà: nondimeno un eventuale "default” in Europa non mancherebbe di avere un pesante impatto anche in questo Paese, potendo accentuare il deflusso di capitali e ridurre le quotazioni degli idrocarburi che rappresentano l’asse portante dell’economia russa.

L’aumento della domanda internazionale di idrocarburi e le relative quotazioni hanno sostenuto le esportazioni russe, cresciute nei primi otto mesi del 2011 del 31,6% su base annua; nello stesso periodo si registra un aumento ancora maggiore delle importazioni della Russia dal resto del mondo (42,6%).

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