La recessione internazionale si è manifestata in Finlandia con proporzioni storiche: in controtendenza all’andamento positivo che ha caratterizzato l’economia nazionale negli ultimi anni con costanti aumenti percentuali del Prodotto Interno Lordo e surplus di Bilancio statale, nel 2009 la Finlandia ha sperimentato la più consistente contrazione del PIL (–7.8%) dai tempi dell’Indipendenza Nazionale.

Il trend negativo è stato soprattutto determinato dalla forte flessione delle esportazioni, componente fondante dell’economia del Paese, indotta dalla diminuzione della domanda estera: la Finlandia, infatti, fin dalla seconda metà degli Anni Novanta ha maturato una crescente apertura verso i mercati internazionali che ne ha accentuato la dipendenza dai cicli economici mondiali.
La ripresa dell’economia globale giungerà prevedibilmente in Finlandia con ritardo rispetto agli altri partner europei: una lieve ripresa è prevista nel corso del 2010, anche se il Paese dovrà fronteggiare nel medio-lungo termine notevoli problemi interni quali la crescente disoccupazione ed il sopravvenuto deficit del Bilancio statale.
Prodotto Interno Lordo
Il decremento del 7,8% del PIL rispetto al 2008 rappresenta la più consistente contrazione del livello del reddito mai registrata dai tempi dell’indipendenza della Finlandia: ineguagliata durante la Seconda Guerra Mondiale o l’altrettanto pesante crisi dei primi Anni Novanta, in cui la diminuzione su base annua raggiunse, con il 6%, il suo picco massimo.
La pesante flessione del PIL è stata generata sostanzialmente dalla marcata riduzione delle esportazioni (-24,3%) che rappresentano la principale componente aggregata del reddito nazionale. Sono diminuiti anche gli investimenti privati (-13,4%) mentre i consumi hanno registrato una flessione più contenuta (- 2,1%), con maggiore incidenza dei beni durevoli (-12%) rispetto ai beni di consumo (-2,2%) ed ai servizi (-0,8%).
La crisi internazionale ed il conseguente affievolimento della domanda internazionale hanno influito sulla produzione industriale (-18,5%), che è ritornata ai livelli del 2006, colpendo con particolare vigore i comparti piú rilevanti e con maggiore propensione all’export, tradizionalmente trainanti l’economia finlandese: metallurgico con l’elettronica (-26,9%), cartario-forestale (-20,7%) e manifatturiero (-11,2%).
Tale performance negativa risulta decisamente peggiore di quella degli altri Paesi UE dell’area Euro, la cui riduzione media del PIL, rispetto al 2008, è stata del 4,2%. Secondo le stime del Ministero delle Finanze finlandese, è attesa una lieve ripresa dell’economia nel 2010 trainata principalmente dall’aumento dei consumi e delle esportazioni: si prevede un aumento del PIL dell’1,1% per il 2010 e di circa il 2% per il 2011.