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Internazionalizzazione e marketing territoriale

Paesi Bassi

Nonostante l’incertezza politica sulla composizione del nuovo Governo (le elezioni si sono tenute il 9 giugno 2010 ma – alla fine di settembre – ancora non é stato formalizzato un nuovo Gabinetto nonostante le numerose consultazioni e tentativi di coalizione avviati in questi mesi), c’è tuttavia minore incertezza per quanto riguarda le misure di politica economica che il nuovo governo si troverà ad affrontare. Qualunque coalizione dovesse salire al potere, infatti, si troverà a fronteggiare la gestione degli effetti susseguenti alla crisi finanziaria internazionale del 2008- 2009 e dovrà incoraggiare la ripresa dell’economia dalla profonda recessione degli anni passati alla ripresa (si spera continua). In ogni caso, le misure di stimolo messe in atto per far ripartire il sistema economico dovranno essere ridotte nell’ottica di mettere sotto controllo la spesa pubblica che nel biennio di recessione è salita al livelli superiori a quanto i governi neerlandesi precedenti avessero mai visto o ipotizzato.
Per questo motivo, qualunque coalizione formi il Governo, si troverà comunque a dover prendere misure estremamente impopolari come l’innalzamento dell’età pensionabile, aumenti nella quota di spesa sanitaria a carico dei privati, aumenti nei tassi di interesse per prestiti e mutui, tagli nelle spese pubbliche soprattutto per quanto riguarda il settore sociale, i lavori pubblici, il sostegno pubblico alle imprese.

In generale si può affermare, con i maggiori analisti economici, che i Paesi Bassi (così come le maggiori economie sviluppate) hanno superato il punto più basso della crisi economica globale e si stanno avviando verso la ripresa. A differenza di quanto avevano previsto alcuni analisti l’anno scorso, nel 2010 si è assistito ad una ripresa piuttosto modesta e dai risultati complessivamente più ridotti di quanto ci si attendesse. Questo trend – è d’uopo sottolinearlo – non ha riguardato solo i Paesi Bassi ma quasi tutte le economie dei paesi occidentali, USA in testa, tuttavia ha fatto osservare un “raffreddamento” nelle previsioni ottimistiche che si andavano diffondendo tra gli analisti economici ai primi segnali di ripresa dalla crisi dei sistemi economici dei paesi industrializzati. Il risultato finale dipenderà poi anche dall’andamento del commercio internazionale e dalla ripresa negli altri paesi. E cio’ sia perchè, in generale, ormai tutte le maggiori economie internazionali sono collegate tra loro (come la lezione della crisi finanziaria del 2008-2009 ci ha dolorosamente insegnato) sia per effetto - in Europa - della moneta unica europea. Senza dimenticare che l’economia dei Paesi Bassi si fonda in gran parte sul commercio internazionale, costituendo le importazioni e le esportazioni più della metà dell’intero PIL del Paese.

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