La Polonia è stato l’unico Paese UE che, malgrado la recente crisi economicofinanziaria internazionale, ha mantenuto nel 2009 una dinamica di crescita (+1,8%).

Nella prima metà del 2010 - in connessione con la ripresa dell’economia mondiale e, conseguentemente, della domanda estera - il tasso d’incremento del PIL polacco ha registrato una nuova fase d’accelerazione portandosi al 3,1%. Dopo il 6,8% del 2007, il 5,0% del 2008 e l’1,8% del 2009, le prospettive di crescita per l’intero 2010 sono stimate intorno al 3,3% (3,4% secondo il Fondo Monetario Internazionale).
Sul lato della domanda, tra i fattori che hanno determinato la tenuta dell’economia polacca nel 2009 e la sua ripresa nella prima metà di quest’anno vanno segnalati in primo luogo i consumi: cresciuti del 2,1% l’anno scorso, nel primo trimestre del 2010 hanno registrato un incremento del 2,2% e nel secondo del 2,7%, segno di un progressivo recupero di fiducia da parte dei polacchi nelle prospettive dell’economia del loro Paese. Anche gli investimenti in beni durevoli, dopo il calo dello 0,8% nel 2009 e del 12,4% nel primo trimestre del 2001 (aggravato, quest’ultimo, dalle impervie condizioni meteorologiche) hanno dato segnali di ripresa, registrando nel secondo trimestre di quest’anno un incremento dell’1,1%, con previsioni di crescita per l’intero 2010 dell’1,0%.
Sul lato dell’offerta, il settore dell’economia polacca che nella prima metà di quest’anno è cresciuto più velocemente è stato quello industriale: dopo la contrazione dell’1,0% verificatasi nel 2009, nel periodo gennaio-giugno 2010 esso è cresciuto del 12,3%. In questo stesso periodo il settore delle costruzioni, dopo la crescita del 4,8% registrata nel 2009, ha subito una flessione del 2,2%. Essa è stata dovuta in particolare al rallentamento (peraltro in fase di progressivo superamento) nel comparto dell’edilizia residenziale, solo parzialmente controbilanciato dal miglior andamento del comparto dell’edilizia infrastrutturale. Quanto ai servizi, nel primo semestre del 2010 essi si sono mantenuti allo stesso livello dell’analogo periodo del 2009, e ciò grazie al recupero verificatosi nel secondo trimestre, che ha permesso di riassorbire il calo registratosi nel primo.