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Internazionalizzazione e marketing territoriale

Regno Unito

Per fronteggiare la grave crisi economico-finanziaria del 2008, il governo laburista era stato costretto a fare largo ricorso ai fondi pubblici creando un grave disavanzo di bilancio. La tempesta sui debiti sovrani - partita con la crisi della Grecia – aveva fatto temere che anche il Regno Unito potesse esserne coinvolto e per questo la nuova coalizione governativa di Conservatori e Liberaldemocratici – in carica dal maggio 2010 - ha immediatamente varato un draconiano piano quinquennale per la riduzione del deficit.

La severità del piano e’ servita immediatamente a ridimensionare i timori dei mercati finanziari per la sostenibilità finanziaria del Regno Unito ma – nel momento in cui i tagli cominceranno ad essere implementati - avrà delle inevitabili ripercussioni negative sulla ripresa economica. Inoltre e’ facile prevedere che i tagli saranno accompagnati dal verificarsi di fenomeni di conflittualità sociale che rischiano di mettere alla prova la stabilità della coalizione governativa.

La lettura dei dati macroeconomici del primo semestre 2010 e’ ragione di moderato ottimismo. Il PIL e’ previsto attestarsi su una crescita annuale dell’1,3 % per il 2010 e del 2,5% per il 2011 (fonte IMF).

L’indice della fiducia dei consumatori, dopo avere subito tre mesi consecutivi di calo, ad agosto e’ risalito ed ha raggiunto quota 61 (indice Nationwide).

I dati sulla disoccupazione mostrano un’attenuazione della tendenza negativa, anche se le cifre continuano ad essere negative: il tasso di occupazione nel I quadrimestre 2010 e’ al 70,5% (in leggero rialzo) mentre il tasso di disoccupazione rimane al 7,8%. (Fonte: Office for National Statistics – agosto 2010).

Il mercato immobiliare da’ segnali di ripresa. Secondo i dati dell’House Price Index, nel secondo quadrimestre i prezzi sono aumentati del 1,9% mantenendo una tendenza annuale di crescita del 9,5%.

L’inflazione si mantiene al di sopra del valore programmato - smentendo le previsioni della Banca d’Inghilterra – e si prevede un valore annuo per il 2010 del 3,5%.

A livello monetario, la Banca d’Inghilterra sta cercando di attuare una riduzione della massa monetaria (“quantitative easing”) allargatasi con il massiccio acquisto di titoli di Stato, obbligazioni e azioni ( oltre 200 miliardi di sterline) avvenuto nel momento più critico della crisi finanziaria. Ma il timore di congelare la fragile crescita rende particolarmente difficile rialzare il tasso di sconto (attualmente allo 0,5%) e diminuire la quantità di assets finanziari attualmente detenuti dalla Banca centrale.

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