Secondo i dati dell’INS (Istituto Nazionale di Statistica) il valore del Prodotto Interno Lordo nel primo semestre del 2010 è stato di 211,4 miliardi di Lei, ai prezzi correnti, in diminuzione del 1,5 % rispetto al primo semestre del 2009.
Il valore del PIL in euro nel primo semestre del 2010 è stato di 50,9 miliardi, al cambio medio semestrale della BNR di 1 euro = 4,15 lei. Dopo tre anni di crescita economica molto elevata (7,9% nel 2006, 6,3% nel 2007 e 7,3% nel 2008) il PIL romeno ha registrato un brusco rallentamento nel 2009 (-7,1%) che continua nel primo semestre del 2010 (-1,5%).
Considerando il peso dei principali settori produttivi sul calo del 1,5% del PIL nel primo semestre del 2010, il settore dei servizi ha contribuito per il -1,2%, le costruzioni (-0,9%), le imposte nette (-0,7%) mentre l’industria ha avuto un contributo positivo per il 1,3%. L’agricutura, la silvicultura e la pesca non ha avuto alcuna influenza sul calo del PIL. Considerando invece il contributo delle principali categorie di risorse alla formazione del PIL nel primo semestre 2010, si evidenzia il forte peso dei servizi, con una quota del 51,3%, mentre l’industria ha rappresentato il 27,6% del PIL, le costruzioni il 7,0%, l’agricoltura il 3,3% e le imposte nette sui prodotti il 10,8%.
I settori produttivi che hanno risentito di più degli effetti della crisi nel primo semestre 2010 rispetto al primo semestre del 2009 sono: le costruzioni (-12%) e i servizi (-2,2%). L’agricoltura, la silvicoltura e la pesca hanno registrato una crescita dello 0,3% mentre l’industria e’ aumentata del 5,1%. Le imposte nette sui prodotti hanno registrato una diminuzione del 6,1% rispetto al primo semestre del 2009.