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Internazionalizzazione e marketing territoriale

Svizzera

L'evoluzione dell'economia mondiale durante l'inverno 2010-11 ha avuto un andamento relativamente vivace. Soprattutto negli Stati Uniti il motore congiunturale, che aveva temporaneamente perso parecchi colpi, ha ripreso a funzionare a pieni giri e le prospettive di crescita a breve termine sono sensibilmente migliorate. Nell'area dell'Euro la ripresa economica moderata è finora rimasta invariata malgrado la crisi sempre latente dovuta ai debiti pubblici, anche se permangono molteplici divergenze tra un Paese e l'altro.

In Svizzera i dati del PIL del 4. trimestre 2010 rafforzano la vigorosa ripresa in atto ormai dalla seconda metâ del 2009, con una crescita dello 0,9% rispetto al precedente trimestre e del 3,1% su base annua. A determinare questa avanzata sono intervenuti gli investimenti, le esportazioni di beni e i consumi privati e sul fronte dei settori d'attività, l'industria, i servizi finanziari e l'edilizia. Il mercato del lavoro ha potuto approfittare della ripresa segnando un ulteriore incremento annuo sia del numero dei posti di lavoro (+1,2% nel quarto trimestre) che delle persone occupate (+1,0%, dati del terzo trimestre). Per i mesi a venire gli esperti prevedono un sensibile rallentamento delle esportazioni e di conseguenza un rallentamento della congiuntura. La solida congiuntura interna dovrebbe tuttavia continuare ad avere un effetto di sostegno all'economia e limitare il rischio di un netto indebolimento.
 

La situazione macroeconomica svizzera, relativamente positiva nel confronto internazionale (in quanto a crescita, finanze statali, disoccupazione), ha contribuito, tra l'altro, a un apprezzamento del franco svizzero sui mercati delle divise. La politica monetaria espansiva, adottata dalla Banca Nazionale Svizzera e volta a favorire lo sviluppo economico, ha determinato, nel corso dei primi mesi del 2010, anche grazie al consolidamento della ripresa economica elvetica, un apprezzamento sull'Euro da parte del franco svizzero, considerato una moneta rifugio e un buon terreno di investimento. Tale rafforzamento è continuato nel corso di tutto il secondo semestre e alla fine di dicembre 2010 si è registrato un nuovo minimo storico della valuta europea nei confronti del franco svizzero. L'Euro è infatti sceso sotto il limite di 1,25 franchi. Mentre inizialmente tale apprezzamento aveva colpito soprattutto l'Euro, a partire dall'estate esso si è esteso ad altre valute importanti, in particolare al dollaro americano. L'indice reale su base commerciale dei tassi di cambio del franco nell'autunno 2010 ha raggiunto il livello più alto dalla metà degli anni Novanta. Confrontato con l'indice reale su base commerciale dei tassi di cambio si è avuto un apprezzamento tra agosto 2008 e novembre 2010 di almeno il 14 per cento e quasi la metà di tale apprezzamento si è avuto dall'inizio del 2010.

Il rafforzamento del franco significa in primo luogo un rincaro delle esportazioni svizzere, che risultano meno concorrenziali sul mercato europeo. Le esportazioni di alcuni settori, in particolare l'industria delle macchine e degli strumenti di precisione, rischiano così di venir penalizzate. L'impennata del franco potrebbe ridurre fortemente anche il flusso turistico verso la Svizzera. I rischi negativi, contemplati dalle previsioni economiche - tendenzialmente aumentati negli ultimi mesi - si riferiscono soprattutto al quadro congiunturale internazionale. In primo luogo va chiaramente menzionata l'imponderabilità di un ulteriore aggravamento della crisi del debito in Europa, in secondo luogo anche la fragilità della situazione della congiuntura statunitense. Tale fragilità ha indotto la Banca centrale americana ad un' ulteriore espansione della politica monetaria ("Quantitative Easing II"), la quale tuttavia nasconde potenziali pericoli di nuovi squilibri, come ad esempio nuove bolle speculative sui mercati finanziari, oppure un aumento dei conflitti monetari tra i Paesi. Questi punti deboli dell'economia mondiale rappresentano per la Svizzera il rischio di un protrarsi della corsa all'apprezzamento del franco. Un costante apprezzamento del franco, unitamente a un peggioramento della congiuntura internazionale, sarebbe particolarmente problematico (per esempio una ricaduta della zona Euro o degli Stati Uniti nella recessione).


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