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Egitto

Le autorità egiziane hanno recentemente pubblicato i dati di contabilità nazionale e bilancia dei pagamenti per l'anno fiscale 2010/11: tali dati evidenziano l'impatto delle turbolenze politiche intervenute a partire da gennaio.

I costi finanziari della "rivoluzione” sono stati considerevoli, ma non catastrofici. Nel primo trimestre del 2011 il PIL ha fatto segnare una contrazione del 4,2 per cento su base annua. Sulla base dei dati disaggregati la deludente performance – peggiore perfino rispetto alle previsioni formulate dagli analisti – sarebbe riconducibile principalmente alla marcata flessione (26 per cento) degli investimenti. Le note vicende politiche, con il grave deterioramento della sicurezza interna, le agitazioni da parte dei lavoratori e il crollo del clima di fiducia degli operatori hanno determinato il congelamento dei programmi di investimento da parte delle imprese. Stando ai dati ufficiali i consumi interni avrebbero palesato una buona tenuta, mentre un contributo negativo alla crescita sarebbe venuto dal settore estero. Tali dati hanno sorpreso gli osservatori – atteso che nei primi tre mesi dell'anno il disavanzo della bilancia commerciale è diminuito di quasi il 25 per cento rispetto al primo trimestre 2010 – ed essi ritengono probabile una revisione al rialzo del contributo della domanda estera, in sede di pubblicazione dei dati definitivi, a scapito della componente consumi interni. A livello disaggregato i settori maggiormente colpiti sono stati il turismo, che ha fatto segnare una contrazione su base annua del 33 per cento, l'industria e le costruzioni. Positivi, ma insufficienti a compensare le suddette flessioni, l'andamento del canale di Suez e l'evoluzione dei settori agricolo, minerario e telecomunicazioni.

Nel secondo trimestre l'attività economica ha mostrato lievi segnali di miglioramento rispetto al primo – pur rimanendo su livelli nettamente inferiori rispetto al corrispondente periodo del 2010 – come testimoniato dal lento ritorno dei turisti stranieri, dall'aumento delle consegne di acciaio e cemento – che dovrebbe anticipare un rilancio del settore delle costruzioni, importante fonte di occupazione unitamente al turismo – e dalla ripresa degli acquisti di autovetture. Secondo i dati (provvisori) recentemente resi noti il PIL sarebbe cresciuto dello 0,4 per cento: il tasso di crescita nel primo semestre 2011 risulta pertanto negativo per quasi due punti percentuali. Tuttavia, grazie all'ottima performance nel secondo semestre 2010, durante il quale l'economia è cresciuta del 5,6 per cento in ragione d'anno, per l'anno fiscale appena concluso (2010/11) il ritmo di espansione complessivo è stato pari all'1,8 per cento. Per effetto di tali dinamiche il PIL egiziano si ragguaglia a circa 230 miliardi di dollari (un decimo di quello italiano), mentre il prodotto pro capite (misurato a parità di potere di acquisto) risulta pari a poco più di 6.000 dollari, posizionando il paese nella categoria "a reddito medio - basso” nella classificazione della Banca Mondiale.

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