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Giordania

La Giordania è annoverata dall’OCSE tra i paesi a reddito medio-basso. La sua popolazione di circa 6 milioni di abitanti ha un reddito medio pro-capite di circa 3.800 dollari. Il Paese è scarso di materie prime, se si escludono potassio e fosfati, anche se recentemente sono stati rinvenuti significativi giacimenti di uranio, le cui stime ammonterebbero a circa il 3% delle riserve mondiali; il territorio giordano è generalmente privo di combustibili fossili (salvo depositi di scisti bituminosi, di cui non è ancora iniziato lo sfruttamento) e soffre particolarmente per la scarsità di risorse idriche (il quarto piu’ povero di acqua al mondo). Il tessuto industriale è ancora poco sviluppato. Le aree coltivabili sono abbastanza limitate.

La popolazione è per l’80% concentrata nei centri urbani ed è per il 38% al di sotto dei 14 anni; nonostante la crescita demografica si sia ridotta in questi ultimi anni, attestandosi su un tasso quasi costante del 2,2% annuo, si prevede che si raggiungeranno i 7 milioni di abitanti entro il 2015.

Malgrado questo non facile contesto, aggravato dalla condizione “turbolenta” dell’area, la Giordania ha sperimentato nel corso degli ultimi dieci anni un periodo di crescita sostenuta. Il PIL è cresciuto mediamente del 6% dall’inizio del decennio, con picchi superiori all'8%, ed il reddito medio pro-capite è raddoppiato. Questa tendenza molto positiva ha subito un brusco rallentamento nel corso dell'ultimo anno, con una crescita del PIL attestatasi sul 2,8%, inferiore anche alle previsioni del FMI e della Central Bank of Jordan (CBJ) che preventivavano un 3,1%. Il dato dimostra come l'economia del Paese abbia risentito sensibilmente della crisi economica globale, anche se mantiene un trend favorevole rispetto ad una media mondiale (ed europea in particolare) che presenta tassi di crescita negativi ben più preoccupanti (-0.9% a livello mondiale e -4,1% a livello europeo, secondo i dati di marzo 2010 dell'Economist Intelligent Unit – EIU).

In generale, negli ultimi anni la Giordania ha saputo sfruttare circostanze favorevoli quali una condizione di stabilità politica ed economica unica nell’area, una politica economica fortemente riformista ed aperta agli investimenti esteri e agli scambi, un buon livello dei servizi essenziali (telefonia, comunicazioni, vivibilità urbana ecc), la disponibilità di personale qualificato grazie all’elevato livello medio dell’istruzione universitaria, la sua capacità di porsi come “trampolino” per gli USA (grazie all’accordo di libero scambio) e l’Iraq. Queste condizioni hanno consentito alla Giordania, malgrado le limitate dimensioni del suo mercato interno, di proporsi con sempre maggior convinzione come un “hub” regionale per l’intera regione del Medio Oriente e Nord Africa, con ottime prospettive soprattutto nel comparto dei servizi, di attrarre ingenti investimenti esteri grazie anche ad una legislazione mirata e di avere tra i più alti flussi di trasferimenti unilaterali sotto forma di rimesse degli emigrati (anche se questa è una delle voci che ha segnato leggermente il passo nel 2009) e di Aiuto Pubblico allo Sviluppo.

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