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Libano

Nel corso di tutto il 2009, il Libano e’ rimasto caratterizzato da una crescita economica vivace (+7% secondo Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) in un contesto di rallentamento regionale e di contrazione globale. L'economia libanese ha cosi’ mostrato, per il secondo anno consecutivo, una notevole capacità di resistere agli shock finanziari esterni ed alla recessione economica mondiale. Il miglioramento delle condizioni politico-economiche, seguite all’esito pacifico delle elezioni legislative in giugno e alla formazione del nuovo governo in novembre, hanno permesso di garantire il permanere della ritrovata stabilita’ interna e della ormai riguadagnata fiducia degli investitori internazionali verso il Libano “post-Doha”.

I principali indicatori macroeconomici libanesi hanno costantemente mostrato segni positivi: oltre al generale aumento dei consumi e degli investimenti, il settore bancario libanese ha continuato a registrare performance rimarchevoli con un aumento dei capitali in entrata nell’ordine del 26,2% su base annua. Tale attivo e’ riuscito a colmare, ampiamente, lo strutturale deficit commerciale libanese, a conferma di come il settore continui ad essere percepito come relativamente sicuro, grazie alla elevata liquidità che gli consente di essere considerato la colonna vertebrale di questa economia. Anche i settori turistico e immobiliare hanno svolto una funzione anticiclica nella crescita dell’economia del Paese: le statistiche del Ministero del Turismo indicano che nel 2009 i turisti (quasi 1,9 mln di visitatori) hanno addirittura superato il primato di affluenza registrato prima della "guerra civile", nel lontano 1974, quando con 1,4 milioni di turisti Beirut veniva considerata la Parigi del Medio Oriente.

Infine, l’immobiliare, e in misura leggermente inferiore, le costruzioni hanno continuano ad essere interessati da una crescita sostenuta. A conferma della piena vitalità del sistema economico si rileva altresi’ il dato record della bilancia dei pagamenti, che ha chiuso con un attivo di $7,9 miliardi, mentre anche Banca Mondiale e FMI hanno riconosciuto che i comparti trainanti sono stati quello turistico, le costruzioni, le attività di "real estate" ed il settore bancario.

Quanto si attende ora e’ che la formazione del nuovo Governo – formalmente insediatosi il 10 dicembre 2009 – possa consentire qualche progresso anche sul fronte delle riforme strutturali (privatizzazione del settore delle telecomunicazioni, ristrutturazione dell’EDL, riforme in materia fiscale e della sicurezza sociale) nei confronti delle quali l’Esecutivo ha rinnovato il suo impegno attraverso la “Dichiarazione Ministeriale” (cosi’ e’ definito il programma ufficiale del Governo approvato dal Parlamento) adottata all’alba del suo insediamento; riforme che permangono tuttavia una questione delicata ed il cui avvio dipenderà dall’effettiva volontà politica e dal consenso conseguibile a livello governativo.

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