Internazionalizzazione e marketing territoriale
Seppur in maniera minore rispetto ai Paesi occidentali, anche la Libia ha risentito, soprattutto per il tramite delle fluttuazioni al ribasso del corso internazionale del greggio e le sue ripercussioni sulla rendita petrolifera del Paese, gli effetti della crisi economico-finanziaria internazionale. Dopo il picco del +6,0% fatto registrare nel 2007, il tasso di crescita dell’economia libica si è assestato al +3,4% nel 2008 per ridursi ulteriormente nel 2009 al +1,75% (secondo stime preliminari del Fondo Monetario Internazionale) mentre per il 2010 viene ipotizzata una ripresa stimata intorno al +5,2%. Il rallentamento della crescita del settore petrolifero è stato solo in parte bilanciato da un consistente programma di spesa pubblica in altri settori.
Le previsioni delle Autorità libiche nella stesura dei bilanci e dei piani di investimenti hanno comunque consentito al Paese di accumulare, anche per il 2009, significative rendite petrolifere (con riserve stimate dalla Banca Centrale di Libia a 100 miliardi di dollari USA). Stando a quanto recentemente dichiarato dal Governatore della Banca Centrale libica, il sistema economico libico rimane in grado nel breve-medio termine di mantenere una crescita positiva anche con le attuali quotazioni internazionali del greggio. Nonostante un processo di lento ma costante sviluppo dei settori produttivi c.d. “non oil” (che nonostante il rallentamento complessivo nel 2009 ha mantenuto uno sviluppo positivo di circa +6%), l’economia libica rimane sostanzialmente basata sulla produzione ed esportazione di petrolio e gas naturale e pertanto le fluttuazioni del corso internazionale del petrolio hanno un riflesso diretto sull’andamento delle principali variabili economiche. In particolare l’andamento del mercato petrolifero oltre che in termini di rendita produttiva, si riflette anche sugli investimenti in campo petrolifero dalle Autorità libiche (sia in termini di sviluppo produttivo che di ammodernamento delle infrastrutture) la cui consistente riduzione nel 2009 ha a sua volta contribuito al complessivo rallentamento della crescita economica. Consapevoli di tale vulnerabilità della propria economia le Autorità di Tripoli stanno continuando ad incoraggiare attivamente lo sviluppo di un settore privato, specie nel settore “non oil”, da un lato incentivando i dipendenti pubblici ad avviare proprie attività economiche, dall’altro favorendo sempre di più la costituzione di Joint Venture con società straniere. Il fattivo impegno delle Autorità libiche in questa delicata fase di transizione e di modernizzazione del contesto istituzionale ed economico è stata oggetto di positiva valutazione nel corso del 2009 da parte della Banca Mondiale che ha incoraggiato gli sforzi mirati alla diversificazione dell’economia ed al miglioramento dell’ambiente economico. Analoghe valutazioni e segnali di incoraggiamento sono state espresse dal Fondo Monetario Internazionale (settembre 2009).
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