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Internazionalizzazione e marketing territoriale

Territori Palestinesi

Sul piano internazionale il primo semestre del 2009 è stato dominato dalla vittoria del candidato democratico alle elezioni presidenziali statunitensi. Nel discorso del 4 giugno al Cairo, Barack Obama ha inaugurato una politica internazionale di maggiore apertura verso il mondo arabo rispetto a quella adottata dalla precedente amministrazione. Nei Territori questa politica ha infuso nuove speranze riguardo alla possibilità di rilanciare i negoziati per un accordo di pace con Israele, sospesi a partire dall’intervento israeliano a Gaza del dicembre 2008 (“Operazione Piombo Fuso”).

I contrasti tra le due principali fazioni politiche, Hamas e Fatah, hanno continuato a contrassegnare la politica interna palestinese anche nel primo semestre del 2009. Le profonde divergenze riguardo alle posizioni da assumere nel processo di pace e la lotta tra Hamas e Fatah non hanno tuttavia impedito il rilancio di Fatah e dell’OLP, cominciato nell’agosto 2009 con la convocazione della VI Conferenza Generale Fatah da cui la leadership del Presidente Abbas è uscita rafforzata.

Sul piano economico, le operazioni israeliane nella Striscia “Piombo Fuso” hanno accentuato la divisione economica tra le due entità che compongono i Territori palestinesi, ora non più solo geograficamente distanti ma anche economicamente e politicamente sempre più separate.
La situazione economica della Striscia di Gaza non è migliorata e l’isolamento imposto da Israele unitamente al ferreo controllo interno esercitato da Hamas rendono la Striscia tuttora un territorio “off-limits” per qualsiasi impresa commerciale o economica.

La Cisgiordania, nonostante la continuata politica israeliana di espansione degli insediamenti prosegua, è tornata a crescere. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che, ceteribus paribus, l’economia cisgiordana potrebbe raggiungere nel 2009 tassi di crescita del 7 per cento.
Il divario economico registrato negli ultimi semestri tra le due entità territoriali che compongono i Territori palestinesi si continua pertanto ad allargare: i rispettivi sistemi economici e produttivi sono oramai completamente scollegati. Nella Striscia di Gaza l’economia è sorretta in parte dall’afflusso di finanziamenti provenienti dalla comunità dei Paesi donatori, con il quale viene assicurato il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici ed il sostentamento delle fasce più indigenti della popolazione, ed in parte dall’entrata di merci dei tunnel sotterranei scavati al confine con l’Egitto. Di converso, in Cisgiordania, il mercato pur continuando a testimoniare una generalizzata situazione di sofferenza economica, dovuta in gran parte alle chiusure ed agli ostacoli al movimento ed all’accesso, presenta delle sacche di vitalità e l’interscambio commerciale, sopratutto con i partner dei Paesi della regione prosegue

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