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Tunisia

Nel corso del 2009, anche l'economia nazionale tunisina ha registrato alcune ricadute della crisi finanziaria ed economica mondiale sull’evoluzione della produzione e delle esportazioni delle principali industrie manifatturiere e sul ritmo di attività nei settori del turismo e del trasporto aereo. Tuttavia, le misure sia congiunturali che strutturali adottate e le decisioni intraprese a sostegno delle aziende e dei settori esportatori hanno permesso di ridurre gli effetti negativi di questa crisi, anche con riferimento all’occupazione.

Grazie al miglioramento del livello di produzione agricola, compresi cereali e colture arboree, ed all’incremento a ritmo sostenuto delle attività dei servizi, oltre al calo dei prezzi delle materie prime sul mercato mondiale rispetto al 2008, l'economia tunisina è riuscita a raggiungere un tasso di crescita del 3,1%, a preservare gli equilibri globali e a controllare il livello dell'inflazione. Il reddito pro capite, nel 2009, ha raggiunto 5.574 dinari.

Nonostante questi risultati incoraggianti, due questioni fondamentali continuano ad assorbire l’attenzione del governo: la disoccupazione e gli investimenti che sono indicatori chiave di crescita. Con riferimento alla disoccupazione, deve considerarsi virtuoso l’aver superato il 2009 con appena un più 0,5%, passando dal 14,2% di fine 2008 al 14,7% a fine 2009, quando in altri paesi del Sud e anche in alcuni paesi OCSE, la variazione è stata da 3 a 5 punti, e ben maggiore in alcuni paesi dell'Europa dell’Est e dei Balcani. Per quanto riguarda il secondo indicatore, la crisi finanziaria non ha impedito agli investimenti esteri diretti di continuare ad affluire sulla Tunisia: circa 2.383 milioni di dinari sono stati investiti da parte di stranieri nel 2009.

Il rapporto della missione di consultazione ai sensi dell’art. IV dello Statuto del Fondo Monetario Internazionale (10 - 24 giugno 2009) rileva in particolare che la Tunisia, grazie alle riforme attuate nel corso degli ultimi anni e alle prudenti politiche macroeconomiche nel settore monetario, delle finanze pubbliche e del sistema bancario, gode di una posizione favorevole per fronteggiare la crisi economica mondiale. Dall’inizio dell’anno il sistema economico ha tuttavia conosciuto un rallentamento, con un significativo calo delle esportazioni a seguito del deterioramento dell’ambiente economico internazionale. Ciononostante, grazie alla ripresa delle entrate da turismo, delle rimesse dei lavoratori tunisini all’estero e dei flussi degli IDE, la posizione esterna del Paese resta solida, con buoni livelli di riserve che ammontano a circa 9 miliardi di $ USA (maggio 2009). Il deficit corrente, che è del 4.2% del PIL (dato del 2008) come risultato dell’aumento delle importazioni di merci e beni capitali, continua ad essere largamente finanziato dall’afflusso di investimenti esteri.

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