L'economia americana sta registrando una crescita costante ma ancora troppo debole per consentire il ritorno al livello di attivita' pre-crisi. Le previsioni di crescita del PIL per il 2011 sono attestate al 1,6 %.
L'elemento di maggior criticità, che incide fortemente anche sul quadro politico nella prospettiva delle elezioni del novembre 2012, e' l'elevato numero di persone senza lavoro (il 9,1% della forza lavoro) e, in quest'ambito, di quelle disoccupate da oltre 6 mesi (quasi il 50%). La persistente stagnazione del mercato della casa e' considerata tra le cause principali della situazione economica. Altri elementi di criticita' sono gli sviluppi del mercato europeo del debito sovrano, la situazione fiscale degli Stati Uniti ed il connesso downgrading da parte di Standard and Poor's, nel luglio scorso, del rating del Paese dal AAA ad AA+.
In questo contesto, Bernanke ha ricordato come la FED, consapevole di un andamento al ribasso delle attese di crescita, abbia confermato l'obiettivo di mantenere al livello attuale per almeno altri due anni i tassi di mercato dei fondi federali. Il programma di acquisto di titoli a lungo termine denominato Quantitative Easing II si e' concluso nel giugno scorso. Ma conformemente alle aspettative per un ulteriore intervento della FED di acquisto di titoli a lungo termine, alimentate dal quadro congiunturale, un nuovo programma e' stato lanciato nell'ottobre 2011. Secondo le ultime stime di contabilità nazionale, rese note dal BEA nel secondo trimestre del 2011 il PIL e' aumentato dell'1% in ragione d'anno, nettamente al di sotto delle aspettative degli analisti privati. A fronte di un lieve incremento dei consumi (+0,3%), la crescita e' riconducibile soprattutto all'accelerazione degli investimenti, che hanno fornito un contributo pari all'1% (dallo 0,2%), limitato anche il contributo delle esportazioni nette, di pari a 0,1 punti percentuali (da -0,3 punti). La spesa pubblica ha invece continuato a fornire un contributo negativo dello 0,2% (da -1,2%), per effetto della contrazione di quella delle amministrazioni locali.
L'intervento sul fronte della FED, come pure nuovi interventi di stimolo fiscale proposti nel mese di settembre 2011 dal Presidente Obama nel quadro del disegno di legge "American Jobs Act” e' fortemente avversato dalla componente del partito repubblicano piu' legata ai Tea Parties.
La loro influenza nei rapporti di forza in Congresso e' risultata evidente durante il difficile processo che ha portato il 1° agosto scorso, in extremis, all'adozione di un compromesso per l'elevazione del tetto all'indebitamento federale.