Back to Basic – Cambi Spot e Cambi a termine

In questo primo appuntamento dell'anno abbiamo scelto di tornare alle origini dedicandoci all’analisi di uno strumento molto diffuso sul mercato di cambi: il cambio a termine, noto anche come outright.
Benché il funzionamento dello strumento sia chiaro a molti, è sicuramente interessante riprendere quali siano le modalità di calcolo dei punti a termine ed analizzare l'equivalenza finanziaria che sta alla base del calcolo dei punti forward.
Per analizzare il forward è necessario, però, partire dalle operazioni a pronti, meglio note come spot.

Le operazioni a pronti consistono nell'acquisto di una divisa contro la vendita di un’altra divisa, con ritiro e pagamento delle quantità trattate il secondo giorno lavorativo (valuta spot) alla data di contrattazione (data di compravendita). Il prezzo di negoziazione è il cambio a pronti (spot rate) che viene fissato all'istante dalle due controparti ed esprime la quantità di una divisa necessaria per acquistare o vendere un'unita dell'altra divisa.
Tipicamente un tasso di cambio si identifica univocamente con due sigle di tre caratteri che indicano le divise coinvolte separate dal simbolo / ovvero XXX/YYY
XXX è la divisa base che definiamo divisa certa
YYY è la divisa quotata che definiamo divisa incerta
Il tasso di cambio è il rapporto che definisce la quantità di divisa incerta ottenibile con 1 unità di divisa certa. Ad esempio EUR/USD 1.4505 significa che 1.4505 Dollari statunitensi si scambiano con 1 Euro.

Si definiscono operazioni a temine quelle che prevedono ritiro e pagamento delle quantità trattate dal terzo giorno lavorativo alla data di contrattazione in poi. Grazie ad un'operazione a termine un’azienda può fissare già oggi il cambio a cui effettuerà in una data futura la compravendita di divisa estera, immunizzandosi in questo modo dal rischio di cambio.
A livello operativo la quotazione di un forward avviene partendo dalla base spot a cui vanno aggiunti o sottratti dei punti a termine.
Ad esempio, una quotazione in vendita per 1.450.400 USD contro EUR per consegna 15/04/2010 verrebbe fatta in questi termini:

  • base spot 1,4505 - 0,0001 punti a termine = cambio finito di 1,4504

La chiusura di un’operazione di questo tipo comporta che, con valuta 15/04/2010, si venga addebitati di 1.450.400 USD a fronte di un accredito di 1.000.000 di EUR.
Lo strumento in sé è molto diffuso e relativamente semplice, ma come vengono calcolati i punti? Perché allo spot vengono aggiunti o sottratti dei punti a termine a seconda della divisa negoziata? Esiste un’alternativa all’operazione a termine per immunizzarsi dal rischio di cambio?

La domanda chiave è proprio quest’ultima. Supponiamo, per semplicità, che si sia concluso oggi un contratto che prevede un incasso certo in USD il 30/06/10. La nostra azienda potrebbe replicare gli effetti di una vendita a termine implementando questa strategia:

  1. accensione di un finanziamento in USD oggi
  2. vendita di USD al cambio spot ottenendo l’ammontare di EUR previsto oggi
  3. chiusura del finanziamento in USD con l’incasso previsto dal contratto il 30/06/10

Una strategia di questo tipo è sicuramente macchinosa, per valutarne il costo oltre al cambio spot a cui si vendono i dollari si devono considerare gli interessi da pagare sul finanziamento in USD e gli interessi percepiti sul deposito in EUR.
Viceversa, è intuitivo che un acquisto a termine di dollari, effettuato ad esempio per far fronte al pagamento di una fattura, potrebbe essere replicato in questo modo:

  1. accensione di un finanziamento in EUR oggi
  2. acquisto di USD al cambio spot previsto oggi contro vendita di EUR.
  3. chiusura del finanziamento in EUR a scadenza.

Senza dilungarci in analisi matematiche appare evidente come per evitare arbitraggi privi di rischio il valore finale di queste strategie debba essere esattamente identico a quello del cambio a termine.
In termini analitici è possibile dimostrare che:


Dove:
tdi è il tasso di interesse delle divisa incerta
tdc è il tasso di interesse della divisa certa (ricordiamo che l’EUR è convenzionalmente quotato come divisa certa )
gg è la durata del forward in giorni.

Sia dal punto di vista matematico che da quello logico appare chiaro ora il motivo per cui alcuni cross quotino i punti forward a premio ed altri a sconto: il tutto ha origine dal differenziale tassi tra le due divise. Quando, come sull’EUR/USD il tasso di interesse della divisa certa è maggiore di quello della divisa incerta avremo una quotazione a sconto, viceversa avremo dei punti forward a premio (come sull’EUR/AUD).

Vi ricordiamo che il Centro Cambi della Banca Popolare di Sondrio è a disposizione per quotazioni in tempo reale su spot, forward e altri derivati di cambio (tel. 0342.227111 salacambi@popso.it).

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